Polonia: tanti chilometri e qualche fuori programma

Dalla Polonia alla Lituania, tra imprevisti e sorprese

Ci sono giornate in cui la strada è la parte più bella del viaggio. Altre in cui bisogna semplicemente macinare chilometri, lasciandosi alle spalle un Paese per avvicinarsi al successivo.

Oggi mi aspettano circa 430 chilometri attraverso la Polonia, in direzione del confine con la Lituania.

Una notte in una fattoria polacca, tra cavalli e pioggia

La sosta è in una fattoria con un allevamento di cavalli, immersa nella campagna polacca.

È un posto isolato, lontano dai centri abitati, ma appena arrivo capisco di aver trovato una sistemazione davvero piacevole.

Le camere sono piccole, nuove, con bagno privato, angolo cottura e perfino il riscaldamento a pavimento. Dopo tante ore in sella, soprattutto con le temperature che cominciano a scendere, sono comodità che fanno la differenza.

Prima di sistemarmi vado a curiosare nelle stalle. Ce ne sono diversi, bellissimi. Mi avvicino, li accarezzo e mi fermo un po’ con loro.

Mi piace trovare posti così durante il viaggio, luoghi che hanno una vita propria, dove c’è qualcosa da scoprire anche senza allontanarsi dall’alloggio.

Poi arriva la pioggia. Comincia a cadere e continua praticamente tutta la notte. Dormo nel sottotetto e la sento battere sopra la testa.

Per fortuna, quando mi sveglio presto la mattina, ha smesso.

Posso ripartire asciutto. .. per ora!

Il GPS non funziona: primo imprevisto della giornata

Scendo a controllare Xena prima di mettermi in viaggio. C’è una cosa che non mi convince: il GPS non riceve più alimentazione.

Comincio a verificare il problema, pensando inizialmente a un semplice fusibile.

Sarebbe facile: lo sostituisco e riparto.

Peccato che questo sistema non utilizzi un fusibile tradizionale, ma una piccola scheda elettronica che svolge una funzione simile.

Controllando, scopro che è entrata acqua e la scheda si è bruciata.

Non è una bella notizia, soprattutto perché oggi devo percorrere parecchi chilometri.

Utilizzerò il  telefono collegato all’interfono del casco.

Imposto il percorso e mi affido alle indicazioni vocali. Non è comodo come avere la mappa davanti agli occhi, perchè con l’audio del navigatore del telefono non vedo nè la mia velocità  ( il contakilometri mi ha abbandonato il primo giorno di viaggio !) ne i limiti di velocità nè gli autovelox.. quindi devo stare ancora più attento!

Questo piccolo inconveniente mi ricorda quanto sia importante, durante un lungo viaggio in moto o scooter, non dipendere da un solo sistema di navigazione.

Basta un componente elettronico danneggiato dall’acqua per ritrovarsi senza indicazioni. Avere mappe offline sul telefono e un sistema alternativo può fare la differenza, soprattutto quando si attraversano Paesi che non si conoscono.

Del resto, nella preparazione della nostra Lambretta per il viaggio cerchiamo di prevedere il maggior numero possibile di inconvenienti. Ma la strada riesce sempre a trovare qualcosa che non avevamo considerato.

Il GPS per oggi ha finito di lavorare. Io, invece, devo ancora cominciare.

Attraversare la Polonia verso la Lituania: oggi si macinano chilometri

Riparto. La strada è ampia, scorrevole, spesso a tre corsie. Il traffico procede veloce e i chilometri passano uno dopo l’altro.

Non è esattamente il genere di percorso che preferisco.

Chi ci segue sa che con la Lambretta amo le strade secondarie, i piccoli paesi e quelle deviazioni che permettono di scoprire qualcosa di inatteso.

Oggi, però, devo avanzare.

Il Grande Nord è ancora lontano e le giornate autunnali diventano sempre più corte.

Oggi scelgo di privilegiare una strada scorrevole, per arrivare a destinazione non tardi e riposarmi un po’.

Il traffico intorno a Varsavia

Il tratto più impegnativo arriva nei dintorni di Varsavia.

Non entro nella capitale polacca perchè l’ho già visitata qualche anno fa. Seguo il raccordo che permette di aggirare la città e continuare verso nord-est, tra svincoli, cambi di corsia e traffico, devo prestare parecchia attenzione.

Alcuni automobilisti mi superano a velocità sostenuta e subito dopo frenano bruscamente per imboccare un’uscita.

Altri sembrano avere una particolare passione per le auto modificate, con scarichi enormi che fanno un rumore impressionante.

Insomma, un bel caos.

Io continuo con il mio ritmo, cercando di mantenermi lontano dalle manovre più imprevedibili.

Per chi affronta questo percorso in moto o scooter, può essere utile consultare anche le regole di circolazione in Polonia pubblicate sul portale dell’Unione Europea, soprattutto per verificare limiti, obblighi e norme di sicurezza.

Superato il raccordo, la guida torna più regolare. E i chilometri continuano a scorrere.

Xena oggi ha qualcosa da ridire.

La lambretta ha qualcosa di strano, quando mi fermo, il motore rimane leggermente accelerato.

Conosco abbastanza bene il rumore di Xena da capire quando qualcosa cambia. E oggi qualcosa non mi convince.

Potrebbe essere una sciocchezza. Oppure il segnale di qualcosa che si sta allentando.

Continuo a viaggiare, ma mi riprometto di controllare appena trovo un posto adatto.

Una signora polacca che parla italiano

Dopo circa 430 chilometri arrivo alla sistemazione che Francesca da casa mi trova prontamente per la notte.

Sono ancora in Polonia, la sistemazione si trova nei dintorni di Przejma Mała, vicino al confine con la Lituania.

La struttura è poco distante dalla strada principale, in una zona isolata e molto tranquilla.

Ad accogliermi c’è una signora gentile con la quale comincio a scambiare qualche parola.

E con mia sorpresa parla un po’ di italiano! Mi racconta di aver vissuto per qualche tempo ad Arezzo.

Dopo una giornata intera trascorsa tra traffico, indicazioni vocali e chilometri, ritrovare qualche parola familiare è davvero piacevole.

Le racconto del viaggio, della Lambretta e dei problemi che sto cercando di risolvere.

Quando le spiego che vorrei controllare il motore, mi permette di utilizzare il loro garage-officina, mettendomi a disposizione anche gli attrezzi.

Una bella fortuna.

Lambretta grigia carica di bagagli parcheggiata in un garage rustico, tra attrezzi e materiali da lavoro.
Un garage provvidenziale lungo la strada

Sono partito dall’Italia con l’idea di attraversare l’Europa e mi ritrovo in una piccola officina polacca, ospite di una signora che ha vissuto in Toscana.

Sono proprio questi incontri a rendere interessante il viaggio.

Un dado allentato e il motore torna a posto

Finalmente posso dedicarmi a Xena.

Comincio a controllare i componenti nella zona dello starter, cercando di capire da dove arrivi quell’accelerazione anomala.

Svito, smonto, verifico. Alla fine trovo il problema.

Si è allentato un dado dello starter, lasciando entrare un po’ d’aria.

È questo che altera il regime del motore.

Sistemo tutto, rimonto e faccio una prova. Perfetto.

Xena torna a girare regolarmente.

Le vibrazioni, le lunghe percorrenze e le condizioni atmosferiche mettono alla prova anche i componenti più semplici.

E ora posso finalmente dedicarmi a qualcosa di più piacevole.

Una passeggiata al lago, tra le colline della Suwalszczyzna

La proprietaria mi suggerisce di fare una passeggiata. A circa 800 metri dalla struttura c’è un lago, con un ristorante.

Dopo 430 chilometri in sella, sgranchirmi le gambe è proprio quello che ci vuole.

Mi trovo nei dintorni di Przejma Mała, nella Suwalszczyzna, una regione del nord-est della Polonia, ormai vicina al confine con la Lituania.

Durante la giornata attraverso soprattutto grandi strade, senza vedere paesaggi particolarmente interessanti. Eppure questa zona è conosciuta proprio per la sua natura: un susseguirsi di colline, boschi e laghi modellati dagli antichi ghiacciai.

Il lago che raggiungo è lo Szelment Wielki, ai piedi della Góra Jesionowa. È una località frequentata dagli appassionati di sport all’aria aperta: d’estate si praticano sci nautico e wakeboard grazie a un grande impianto a cavo, mentre d’inverno la collina vicina si trasforma in una piccola stazione sciistica.

Ma adesso è ottobre e la stagione estiva è finita.

Gli impianti sono fermi, non c’è praticamente nessuno e il lago è immerso nella tranquillità.

È curioso: dopo una giornata trascorsa tra traffico e asfalto, bastano pochi minuti a piedi per ritrovarmi in un paesaggio completamente diverso.

Mi guardo intorno, poi raggiungo il ristorante.

Spiaggia sabbiosa sul lago Szelment Wielki, con edificio sulla riva, alberi e sole al tramonto.
La quiete del lago Szelment Wielki, tra le colline della Suwalszczyzna

Cosa mangiare in Polonia? Stasera cervo e cinghiale

Ieri sera la cena è stata piuttosto essenziale: un semplice hot dog.

Stasera ho tutta l’intenzione di recuperare.

Il menù propone diversi piatti interessanti, tra cui alcune preparazioni a base di selvaggina.

Decido di iniziare con un carpaccio di cervo. Buonissimo.

Poi arriva un gulasch di cinghiale. Spettacolare.

Gulasch di cinghiale servito con gnocchi di patate ripieni, guarnizione croccante e un rametto di rosmarino, in un piatto bianco.
Gulasch di cinghiale, una specialità della cucina della Suwalszczyzna, nel nord-est della Polonia.
Carpaccio di cervo con cetriolini, limone, erbe aromatiche e guarnizioni croccanti, servito in un ristorante polacco.
Carpaccio di cervo: un antipasto sorprendente per iniziare la cena sulle rive del lago Szelment Wielki.

Il gulasch è una preparazione diffusa in diverse cucine dell’Europa centrale e anche in Polonia se ne trovano numerose interpretazioni, spesso con carni differenti.

Quello che sto mangiando è ricco di sapore, ad accompagnarlo ci sono degli gnocchi di patate ripieni, che ricordano i kartacze, una specialità della Polonia nord-orientale, perfetto dopo una giornata trascorsa sulla strada.

Non so se sia la fame, la sorpresa di trovare un ristorante così interessante o semplicemente la qualità della cucina.

Probabilmente tutte e tre le cose. Ma questa cena me la ricorderò.

Quando si viaggia in Polonia, vale la pena guardare oltre i piatti più conosciuti. La tradizione gastronomica polacca comprende specialità regionali, zuppe, piatti di carne e preparazioni che cambiano anche con le stagioni.

Nei ristoranti fuori dai grandi centri si possono trovare proposte interessanti, come i piatti a base di selvaggina che sto assaggiando questa sera.

E a volte il consiglio migliore arriva dalle persona che ti ospitano.

Viaggiare in Polonia in autunno: qualche considerazione

Le temperature cominciano a scendere, la pioggia può accompagnare il viaggio per molte ore e le giornate diventano sempre più corte.

Quando devo percorrere distanze importanti, cerco quindi di partire presto e di trovare una sistemazione prima che faccia buio.

Preferisco anche scegliere alloggi dove posso parcheggiare comodamente la Lambretta e, quando possibile, ripararla dalla pioggia.

Un angolo cottura può essere utile se arrivo tardi o se non ci sono ristoranti nelle vicinanze.

E soprattutto cerco di mantenere un po’ di flessibilità.

Perché sulla carta si può programmare tutto, ma basta un guasto, un temporale o una strada complicata per cambiare i piani.

Oggi, per esempio, il GPS smette di funzionare e il motore richiede un piccolo intervento.

Eppure riesco comunque a percorrere oltre 400 chilometri e ad arrivare con il tempo necessario per sistemare tutto.

Non male.

Verso la Lituania: un altro confine si avvicina

Dal punto di vista della guida è stato noioso, soltanto asfalto, traffico e svincoli.

Ma quando ripenso a quello che succede tra una partenza e un arrivo, mi accorgo che anche questa tappa ha qualcosa da raccontare.

I cavalli della fattoria, la pioggia sul tetto, il GPS mi molla per colpa dell’acqua.

Il traffico di Varsavia, una signora polacca che parla italiano e mi apre le porte del suo garage.

E poi quel lago quasi deserto, con un ristorante dove assaggio un carpaccio di cervo e un gulasch di cinghiale che valgono da soli la passeggiata.

Non è la strada che sceglierei per il piacere di guidare. Ma oggi mi porta esattamente dove devo andare.

Sono ormai a pochi chilometri dalla Lituania. Domani si cambia Paese.

Se vi siete persi l’inizio di questa avventura, potete recuperare la tappa precedente del nostro diario di viaggio, tra le prime strade europee e gli imprevisti che accompagnano la partenza.

Il viaggio verso il Grande Nord continua.


Domande frequenti: attraversare la Polonia in Lambretta

Come scegliere dove dormire durante un viaggio itinerante in Polonia? Nei piccoli centri e nelle campagne polacche si trovano agriturismi, pensioni e camere private che possono essere ottime alternative agli hotel delle grandi città. Per chi viaggia in moto o scooter, vale la pena controllare la disponibilità di un parcheggio riparato, la possibilità di arrivare in serata e la presenza di ristoranti nelle vicinanze. Noi cerchiamo soprattutto strutture semplici, tranquille e, quando possibile, con qualcosa di autentico da raccontare.

Quali specialità gastronomiche sono tipiche della regione di Suwałki? Tra le specialità della Suwalszczyzna ci sono i kartacze, grandi gnocchi di patate ripieni di carne, e il sękacz, un dolce tradizionale cotto lentamente su uno spiedo rotante, che assume una caratteristica forma ad albero. Sono preparazioni legate alla tradizione locale e alle influenze della vicina Lituania.

Perché nel nord-est della Polonia ci sono così tanti laghi? Il paesaggio della Suwalszczyzna è il risultato dell’ultima glaciazione. Il movimento e il successivo scioglimento dei ghiacciai hanno lasciato colline, avvallamenti e bacini lacustri, creando un territorio molto diverso dalle pianure della Polonia centrale. È proprio questa origine glaciale a rendere la zona particolarmente interessante dal punto di vista naturalistico.