Dalle Alpi alla Polonia:tre Paesi e una strada piena di sorprese

The Great North: dall’Austria alla Polonia, tra paesaggi e imprevisti

Ci sono giornate in cui il viaggio ti sorprende per la bellezza dei luoghi che attraversi. Altre in cui sembra metterti continuamente alla prova. E poi ci sono quelle in cui succedono entrambe le cose.

In questi due giorni del mio viaggio in Lambretta dall’Austria alla Polonia, passando per la Repubblica Ceca, ho attraversato montagne e vallate, costeggiato il Danubio e incontrato persone disponibili ad aiutarmi .

Ma non sono mancati gli imprevisti, insomma, il viaggio continua. E anche questa volta non ci siamo fatti mancare niente!

Una giornata che promette bene, nonostante il cielo grigio

Parto verso le otto del mattino. Durante la notte ha piovuto parecchio e il cielo è ancora completamente grigio.

Mi trovo in Austria, poco oltre il confine italiano. Riprendo la strada verso Villach e, dopo aver fatto rifornimento, comincio a costeggiare il Wörthersee, uno dei laghi più conosciuti della Carinzia.

Attraverso la zona di Velden e Pörtschach, con il lago da una parte e le montagne dall’altra. Il cielo non è dei migliori, ma il paesaggio merita.

Proseguo verso Klagenfurt, poi risalgo attraverso St. Veit an der Glan, Althofen e Friesach.

Ed è qui che il navigatore decide di farmi una sorpresa. Una bella sorpresa!

Mi ritrovo ad attraversare le montagne della Stiria, lungo la B114, la Triebener Straße.

Lambretta grigia carica di bagagli parcheggiata lungo una strada austriaca, circondata da alberi con i primi colori autunnali.
In Carinzia, le strade che attraversano piccoli centri e zone boscose offrono un’alternativa piacevole ai percorsi più veloci.

La strada sale, scende, si infila tra le montagne e regala un susseguirsi di curve e tornanti. Con la Lambretta carica, alcune salite richiedono un po’ di pazienza, ma il paesaggio ripaga ogni chilometro.

Passo vicino a impianti sciistici, seggiovie e cabinovie. Attraverso vallate con pascoli, cavalli, mucche e fattorie.

E intorno c’è la vita di tutti i giorni. Le persone che lavorano, le case, le piccole attività, i paesi che difficilmente avrei incontrato scegliendo una strada più veloce.

Sono queste le cose che mi piace osservare quando viaggio.

Non soltanto i paesaggi spettacolari, ma anche quello che succede tra una destinazione e l’altra.

Viaggiando sulle strade secondarie riesci a vedere un territorio in modo diverso. Hai il tempo di guardarti intorno e di accorgerti di particolari che, viaggiando più velocemente, probabilmente ti perderesti.

È una delle ragioni per cui abbiamo scelto la Lambretta per attraversare il mondo.

E oggi, tra queste montagne, ne ho avuto un’altra conferma.

Dal silenzio delle montagne al Danubio

Continuo verso Liezen e, dopo le montagne, il paesaggio cambia completamente.

Raggiungo la valle del Danubio e mi ritrovo a costeggiare il fiume, passando nella zona di Ybbs, Pöchlarn e Melk, per poi proseguire verso Krems an der Donau.

Nel frattempo è uscito anche il sole. E con il sole tutto diventa ancora più bello.

La strada segue il corso del fiume e sull’acqua vedo numerosi battelli lunghissimi che portano i turisti a fare escursioni sul Danubio.

Dalle salite e dai tornanti delle montagne sono passato a una strada che accompagna il fiume, tra piccoli centri abitati e scorci sulla valle.

Mi godo questo tratto senza fretta.

Lambretta grigia carica di bagagli lungo una strada che costeggia il Danubio in Austria, con un battello turistico sul fiume.
Il Danubio è una delle grandi vie di navigazione europee: oltre alle crociere turistiche, lungo il fiume transitano anche imbarcazioni commerciali che collegano diversi Paesi.

 

Il buio, un faro e qualche preoccupazione

Proseguo verso Eggenburg, attraversando una parte dell’Austria fatta di campagne e piccoli centri.

Entro poi in Repubblica Ceca nei pressi di Znojmo e continuo in direzione di Brno.

Le strade di campagna sono bellissime e soprattutto hanno un asfalto spettacolare. Non ci sono praticamente buche.

Mi viene spontaneo pensare che, se avessimo strade così anche in Italia, saremmo felicissimi!

Intanto, però, la giornata sta finendo. E quando arriva il buio cominciano i problemi.

Mi accorgo che il forte acquazzone preso il giorno precedente ha mandato in tilt l’interruttore dei faretti supplementari.

Mi ritrovo quindi a guidare soltanto con il faro originale della Lambretta. Che, diciamolo, non è proprio un faro da stadio!

La visibilità è scarsa, le auto mi passano molto vicino e devo prestare molta attenzione a quello che ho davanti.

Non riesco a distinguere bene eventuali buche o ostacoli sulla strada. Per fortuna l’asfalto è davvero in ottime condizioni.

Procedo lentamente, con molta cautela, finché riesco finalmente a raggiungere il posto dove passerò la notte, nei pressi di Brno.

Sono stanco, ma soddisfatto.

Ripenso ai paesaggi attraversati durante la giornata: le montagne, le fattorie, le vallate e il Danubio.

È stato uno dei percorsi più belli di questi primi giorni. Peccato soltanto per quell’ultimo tratto pericolosissimo al buio.

Il buongiorno si vede dal GPS. O forse no!

La mattina seguente mi sveglio presto.

Sistemo i bagagli, preparo la Lambretta e monto il navigatore.

Provo ad accenderlo. Niente.

Riprovo. Niente da fare.

Il GPS non dà segni di vita. Cominciamo bene!

Decido di lasciarlo perdere e imposto il percorso sul telefono. Tanto è collegato all’auricolare e posso seguire le indicazioni senza dover guardare continuamente lo schermo.

Faccio benzina e parto.

Le strade di campagna della Repubblica Ceca continuano a sorprendermi.

Sono belle, tranquille e soprattutto ben tenute. Attraverso zone verdi e piccoli centri, con un asfalto che sembra quasi nuovo.

Per un po’ mi godo il viaggio. Poi, all’improvviso, sento qualcosa di strano.

Imprevisti che capitano

La Lambretta comincia a ondeggiare leggermente sul posteriore. Mi fermo subito per controllare.

Ho bucato. Bene.

Scarico tutti i bagagli, metto la Lambretta sul cavalletto e smonto la ruota.

Lambretta ferma sul bordo di una strada nella Repubblica Ceca, con ruota smontata, attrezzi e bagagli appoggiati sull'erba.
Il panorama non era male. Peccato che la sosta non fosse proprio in programma!

Sostituisco la camera d’aria e mi preparo a gonfiare la gomma con la pompa che porto sempre con me.

Ma proprio in quel momento mi accorgo che manca un piccolo raccordo necessario per collegarla alla valvola.

Ho una camera d’aria nuova, la pompa funziona, ma non posso gonfiare la ruota.

Fantastico!

Fortunatamente ho anche una ruota di scorta già gonfia.

Monto quella, ricarico tutti i bagagli e riparto.

Il problema immediato è risolto, ma adesso devo trovare un posto dove gonfiare la ruota appena riparata.

Poco più avanti incontro un distributore di benzina. Mi fermo e chiedo se hanno l’aria compressa.

Niente. Riparto.

Dopo qualche chilometro vedo una grande fattoria e decido di entrare.

All’interno c’è un uomo che sta lavorando in un capannone. Vedo un compressore e gli chiedo se posso utilizzarlo.

Mi risponde subito di sì. Finalmente!

Così ricomincia tutto da capo.

Scarico nuovamente i bagagli, smonto la ruota, rimonto quella con la camera d’aria appena sostituita, la gonfio e ricarico la Lambretta.

E pensare che tutto questo lavoro in più è stato causato da un raccordino minuscolo!

Durante i nostri viaggi abbiamo imparato quanto sia importante portare ricambi e attrezzi, soprattutto quando si viaggia con un mezzo d’epoca.

Ma oggi ho avuto un’ulteriore conferma: non basta avere gli attrezzi, bisogna anche controllare che siano completi e che funzionino davvero. Probabilmente quel raccordo me lo sono perso per strada!

La ruota di scorta già gonfia, invece, si è dimostrata preziosa. Mi ha permesso di ripartire e trovare un posto dove sistemare tutto con calma.

E anche questa volta ho incontrato qualcuno disposto a darmi una mano, senza chiedere niente in cambio.

Lambretta grigia carica di bagagli nel cortile di una fattoria della Repubblica Ceca, davanti a un grande edificio rurale.
Anche senza parlare la stessa lingua, ci si capisce.

Non tutte le strade sono quelle che vorresti

Il tempo non è malaccio, anche se in lontananza vedo la pioggia e a un certo punto si alza un bel vento.

Poi il navigatore decide di farmi un altro scherzo. Abbandona le belle strade di campagna e mi porta su una superstrada.

E lì mi fa percorrere circa 170 chilometri.

Una strada monotona, con un traffico decisamente più veloce della mia Lambretta.

I camion sono quelli che mi preoccupano maggiormente.

Alcuni passano davvero troppo vicino, mentre altri mantengono una buona distanza e qualcuno mi saluta anche.

Continuo con prudenza, aspettando di tornare su strade più tranquille.

Il percorso mi porta verso Ostrava e poi oltre il confine polacco, attraverso la zona di  Żory, Gliwice e Tarnowskie Góry, prima di proseguire verso nord.

Non è certo il tipo di strada che preferisco. Ma durante un viaggio così lungo capita anche di dover affrontare trasferimenti meno interessanti.

Finalmente riposo

Riesco a evitare la pioggia per quasi tutta la giornata.

Quasi.

Perché proprio negli ultimi chilometri, quando ormai sono vicino alla destinazione, qualche goccia riesce finalmente a raggiungermi.

Dopo circa 400 chilometri arrivo nella zona di Piotrków Trybunalski, nella Polonia centrale.

Per la notte mi fermo in una casa di campagna a una quindicina di chilometri dalla città, dove ci sono anche dei cavalli.

Dopo tante ore in sella, il traffico, la foratura e tutto il tempo perso a sistemare la ruota, ritrovarmi nella tranquillità della campagna è proprio quello che ci vuole.

Ripenso alla giornata.

Il GPS che non si accende, la gomma bucata, il raccordo mancante, il compressore trovato in una fattoria e quei lunghissimi chilometri di superstrada.

Non è andata esattamente come avevo immaginato. Ma alla fine sono arrivato.

Anche oggi la Lambretta ha fatto il suo dovere. E con altri 400 chilometri percorsi, il Grande Nord è un po’ più vicino.

Domani si riparte!


Segui il nostro viaggio verso il Grande Nord

Puoi seguire il percorso della Lambretta attraverso il tracker GPS di The Great North e vedere sulla mappa le strade che stiamo percorrendo.

Se ti sei perso l’inizio di questa avventura, puoi leggere anche il primi giorni del viaggio, dall’Italia all’Austria.

Un aspetto da considerare: i tempi di percorrenza

Attraversare le montagne austriache sulle strade secondarie richiede più tempo rispetto alle arterie principali, soprattutto con una Lambretta carica.

Tra salite, tornanti, soste e possibili imprevisti, una tappa può durare molto più del previsto. In autunno, quando le giornate si accorciano, conviene tenerne conto per evitare di affrontare gli ultimi chilometri al buio.