The Great North: la partenza

The Great North: dall’Italia all’Austria in Lambretta. I primi due giorni di viaggio

Da Nettuno al confine austriaco, tra un guasto allo statore, incontri provvidenziali, strade improbabili e un diluvio memorabile. Il  viaggio in Lambretta verso il Grande Nord è appena cominciato.

Ci siamo, finalmente si parte!

Dopo aver messo a punto la Lambretta e trascorso gli ultimi giorni a preparare i bagagli e provare gli assetti, The Great North, il viaggio verso il Nord Europa alla ricerca dell’aurora boreale, è ufficialmente cominciato.

Filippo prepara la Lambretta carica di bagagli nel garage di casa, prima della partenza per il viaggio verso il Nord Europa.
Gli ultimi controlli nel nostro garage prima della partenza.

Questa volta, però, la partenza è un po’ diversa dal solito.

Io parto da Nettuno da solo, con l’obiettivo di attraversare rapidamente l’Italia e portarsi avanti con il trasferimento. Francesca mi raggiungerà tra qualche giorno e da lì proseguiremo insieme verso il Grande Nord.

Una scelta pratica, perché i chilometri da percorrere sono tanti e vogliamo avere più tempo da dedicare ai territori che attraverseremo, soprattutto quando arriveremo in Finlandia e Norvegia.

Davanti a noi ci sono migliaia di chilometri, temperature sempre più basse, strade sconosciute e un appuntamento che sogniamo da tempo: quello con la Green Lady, l’aurora boreale.

Ma prima di tutto questo bisogna attraversare l’Italia.

Due giorni di trasferimento, almeno sulla carta. Perché chi viaggia con una Lambretta d’epoca sa bene che tra il programma e quello che succede davvero può esserci una bella differenza.

E infatti…

Giorno 1 – Da Nettuno a Città di Castello: il viaggio comincia con un guasto

Sono le sette del mattino quando parto da Nettuno.

L’aria è fresca, ma piacevole, il tempo  promette pioggia ma per ora è bello e la Lambretta sembra rispondere perfettamente. Lascio alle spalle la costa laziale e comincio ad attraversare l’Italia, evitando le autostrade.

La strada attraversa campagne e piccoli centri, dove la giornata è già cominciata da un pezzo. C’è chi raccoglie le olive, chi lavora nei campi, chi è impegnato nelle solite attività quotidiane.

Sono quelle scene che mi piace osservare quando viaggio sulle strade secondarie. Non necessariamente luoghi da cartolina, ma piccoli frammenti di vita che raccontano il territorio.

Il percorso è scorrevole e la Lambretta procede regolarmente. A movimentare la mattinata ci pensano soltanto due automobiliste che, in momenti diversi, decidono di non rispettare uno stop proprio mentre sto arrivando.

Per fortuna riesco a evitare la catastrofe.

Superata Tivoli, la strada prosegue verso Rieti, dove arriva il momento del primo rifornimento, e poi verso Terni e Perugia.

Il motore gira bene, la velocità si mantiene sui 70–75 km/h e sembra proprio che la prima giornata stia andando alla grande, non ho nemmeno preso la pioggia!

Sembra, appunto.

Trenta chilometri da Perugia e la Lambretta si ferma

A una trentina di chilometri da Perugia, il motore comincia a borbottare.

Prima qualche incertezza, poi sempre più frequentemente, finché si spegne del tutto.

Scendo, apro gli attrezzi e comincio a cercare il problema.

Prima cambio la candela, poi smonto il carburatore, controllo, verifico. Ma niente, la Lambretta non ne vuole sapere di ripartire.

Il problema sembra essere elettrico.

E quando sei da solo, a centinaia di chilometri da casa, con un viaggio di diverse settimane ancora davanti, non è esattamente la situazione che speravi di affrontare il primo giorno.

Ma è proprio in momenti come questi che viene fuori uno degli aspetti più belli del mondo Lambretta.

Quando la passione per la Lambretta diventa solidarietà

Faccio qualche telefonata.

Contatto il mio amico Tino Sacchi, che si interessa alla situazione e prontamente mi aiuta a trovare una soluzione.

Grazie al suo interessamento troviamo un lambrettista nella zona di Perugia, disposto a dare una mano.

Nel frattempo chiamo il carro attrezzi, che mi porta fino a casa sua.

Lambretta carica di bagagli ferma a bordo strada vicino Perugia dopo un guasto allo statore durante The Great North.
Primo giorno, primo imprevisto: la Lambretta si ferma a pochi chilometri da Perugia. Il viaggio verso il Grande Nord comincia con una sosta fuori programma!

Qui, finalmente, si riesce a individuare il problema: lo statore dell’accensione.

Insieme smontiamo il volano e sostituiamo il componente difettoso. Un lavoro che richiede attrezzatura specifica e che, senza quell’aiuto, sarebbe stato decisamente più complicato risolvere.

La Lambretta torna in moto. Ma nel frattempo da mezzogiorno si sono fatte le sette di sera.

Sette ore praticamente fermo, proprio il primo giorno!

Difficile immaginare un inizio migliore per mettere subito alla prova la pazienza.

Eppure questo imprevisto mi ricorda una cosa che abbiamo sperimentato tante volte nei nostri viaggi: le persone possono fare la differenza molto più di qualsiasi programma ben organizzato.

Un grazie sincero a chi si è interessato, mi ha aiutato a trovato una soluzione e mi ha permesso di rimettermi in viaggio.

Il navigatore e quella strada sperduta

Risolto il guasto, resta da raggiungere Città di Castello, dove vorrei trascorrere la notte.

Ormai è buio, ma manca soltanto un’oretta di strada.

Il navigatore, però, evidentemente non ritiene che la giornata sia stata abbastanza movimentata.

Decide così di proporre un percorso di montagna attraverso un valico, lungo una strada dissestata e completamente immersa nell’oscurità.

Nessuna macchina, nessuna casa, nessuna luce. “Neanche i lupi ci sono!”

Dopo sette ore trascorse a sistemare la Lambretta, ci mancava proprio una bella strada di montagna al buio.

Ma anche questa è fatta. Finalmente arrivo a Città di Castello, dove crollo.

La prima giornata finisce così: con un guasto risolto, qualche ora di viaggio in meno del previsto e ringraziando Tino Sacchi per i pezzi di ricambio e la sua disponibilità nel rendersi utile.

Giorno 2 – Da Città di Castello al confine austriaco

Il secondo giorno comincia con una buona notizia: ha smesso di piovere.

Prima sosta a Sansepolcro per fare rifornimento. La benzina del giorno precedente non sembrava un granché, quindi meglio rifare il pieno e ripartire tranquilli.

Da qui imbocco la E45 fino a Ravenna, poi proseguo lungo la Romea verso Mestre in direzione Udine, sempre evitando le autostrade.

Oggi l’obiettivo è macinare chilometri.

Non ci sono particolari soste turistiche in programma: bisogna recuperare il tempo perso il giorno precedente e avvicinarsi il più possibile al confine austriaco.

Lambretta carica di bagagli in sosta lungo la Romea, nei pressi di Chioggia, con la Laguna Veneta sullo sfondo.
Una sosta lungo la Romea, nei pressi di Chioggia. La Laguna Veneta regala una parentesi di tranquillità durante l’attraversamento dell’Italia.

La Lambretta funziona bene e il viaggio procede senza intoppi.

Almeno fino a quando il cielo decide di cambiare completamente le carte in tavola.

Una bomba d’acqua sulla strada per Udine

Nei pressi di Udine arriva un acquazzone impressionante.

Non una semplice pioggia autunnale, ma una vera bomba d’acqua, di quelle che in pochi minuti trasformano la strada in un fiume.

La visibilità diventa scarsissima e l’asfalto si riempie d’acqua.

Ma il problema maggiore sono i camion che arrivano dalla direzione opposta.

Ogni volta che attraversano un tratto allagato sollevano enormi quantità d’acqua, che mi finiscono direttamente addosso inondando la Lambretta.

Guidare diventa davvero impegnativo e non c’è posto per fermarsi e cercare riparo.

Poi, fortunatamente, il diluvio perde intensità. Ma la pioggia continua incessantemente.

E in mezzo a tutta quell’acqua arriva anche un’altra piccola sorpresa: si brucia la lampadina del faro anteriore.

Verso Tarvisio, con le montagne nascoste dalle nuvole

Superata Udine, il percorso prosegue verso Tarvisio.

Qui la strada comincia ad attraversare un paesaggio montano che, con condizioni meteo migliori, meriterebbe sicuramente qualche sosta.

Ma oggi c’è ben poco da ammirare. Nuvole basse, cielo coperto, pioggia che va e viene. Le montagne sono lì, ma quasi completamente nascoste.

Un vero peccato.

D’altra parte, partire per il Nord Europa in autunno significa mettere in conto anche questo.

Sappiamo bene che nelle prossime settimane dovremo confrontarci con pioggia, freddo e condizioni meteo tutt’altro che prevedibili.

Diciamo che il secondo giorno è stato un ottimo allenamento.

E almeno oggi la Lambretta continua a fare il suo dovere senza protestare.

La prima notte in Austria: poca gloria, prezzo importante

Raggiunto Tarvisio, supero il confine austriaco.

L’obiettivo di questi primi due giorni è raggiunto: l’Italia è alle spalle.

Dopo tante ore di guida sotto la pioggia, resta soltanto da trovare un posto dove dormire.

L’hotel è proprio poco oltre il confine.

Una sistemazione piuttosto modesta, diciamo pure un po’ scrausa, ma con un prezzo che di modesto ha ben poco.

Certo, se il conto fosse stato più in linea con la qualità della camera, sarebbe stato meglio! Ma ormai sono qui e sono stanco morto.

Cotoletta impanata con patatine fritte, limone e birra in un locale austriaco.
Dopo due giorni di strada, guasti e pioggia, finalmente una cotoletta, patatine e birra!
                                      «Una bella galoppata anche oggi, dai!»

Mappa del percorso da Nettuno all'Austria.
percorso effettivo della Lambretta registrato dal SeTe track

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Attraversare l’Italia in Lambretta senza autostrade: il percorso dei primi due giorni

Questa prima parte di The Great North non è stata pensata come un itinerario turistico, ma come un trasferimento per raggiungere il Nord Europa nel minor tempo ragionevolmente possibile, mantenendo la nostra scelta di evitare le autostrade.

Il percorso seguito è stato:

Nettuno → Tivoli → Rieti → Terni → zona di Perugia → Città di Castello → Sansepolcro → E45 → Ravenna → SS309 Romea → Mestre → Udine → Tarvisio → confine austriaco.

La velocità di crociera della nostra Lambretta si mantiene generalmente intorno ai 70 km/h, un’andatura che permette di percorrere anche lunghe distanze senza chiedere troppo al motore.

Naturalmente i tempi dipendono dal traffico, dalle condizioni delle strade e soprattutto dagli imprevisti.

E questi primi due giorni ne sono stati una dimostrazione piuttosto chiara.

Il guasto allo statore ha richiesto quasi sette ore per essere risolto, mentre il maltempo ha reso più impegnativo il secondo giorno di trasferimento.

Per chi viaggia con una Lambretta d’epoca, avere con sé ricambi, attrezzi e qualche conoscenza meccanica è importante. Ma questa esperienza dimostra anche quanto possa essere preziosa la rete di appassionati che si crea intorno a questi mezzi.

Non sempre si riesce a risolvere tutto da soli. E non c’è niente di male.

L’Italia è alle spalle. The Great North continua.

Due giorni, un guasto allo statore, sette ore di sosta forzata, un valico di montagna al buio, un diluvio, una lampadina bruciata e una notte in un hotel decisamente poco entusiasmante.

Non male come inizio!

Ma ci sono anche gli aspetti positivi: la Lambretta è tornata a viaggiare regolarmente, ho incontrato persone disponibili e il primo obiettivo del trasferimento è stato raggiunto.

La strada verso la Finlandia e la Norvegia è ancora lunga e l’aurora boreale è soltanto un sogno lontano, per il momento.

Ma The Great North è finalmente cominciato.

La Green Lady è l’obiettivo. Il resto è il viaggio.


Segui The Great North in tempo reale

Vuoi sapere dove si trova la nostra Lambretta e quali strade stiamo percorrendo? puoi seguire il viaggio in tempo reale, grazie a SeTe Tracker, il sistema GPS che ci accompagna in questa avventura.

Qui sul blog continueremo a raccontare le tappe, gli incontri, gli imprevisti e le esperienze lungo la strada.

Il Grande Nord ci aspetta. E la strada per raggiungerlo ha già parecchio da raccontare.