Dal Mar Caspio al Kazakistan: il cargo da Alat ad Aktau

Ci sono confini che si superano in pochi minuti e altri che mettono alla prova la pazienza. Quello tra Azerbaijan e Kazakistan è uno di questi. In mezzo c’è il Mar Caspio e l’avventura di imbarcarsi su una nave cargo che trasporta anche passeggeri, dove gli orari sono più un’indicazione che una certezza.

Ci avevano detto che il traghetto sarebbe partito il giorno dopo, ma la realtà sarebbe stata diversa.

Lasciamo Baku alle tre e mezza del mattino e raggiungiamo il porto di Alat quando è ancora buio. Pensiamo di sbrigare le formalità e salire a bordo nel giro di qualche ora. In fondo è solo un traghetto. Scopriremo invece che sul Mar Caspio le cose funzionano in modo diverso.

Tre giorni di attesa nel porto di Alat

All’alba nel porto ci siamo soltanto noi. La nave diretta ad Aktau non c’è e nessuno sembra sapere quando arriverà.

Con il passare delle ore iniziano ad arrivare i primi camionisti. Si sistemano all’ombra, preparano il tè e aspettano con una calma che ci sorprende. Ogni tanto andiamo negli uffici della compagnia per chiedere informazioni.

«Forse oggi.» «Forse questa sera.»«Forse domani.»

Le risposte cambiano, ma non diventano mai certezze. È proprio questa mancanza di informazioni la parte più difficile. Non sapere se partirai tra un’ora o tra due giorni rende l’attesa infinita.

Nel porto c’è ben poco: un piccolo container dove comprare un caffè, del pane e qualcosa da mangiare. Per il resto solo camion, asfalto e il vento del Mar Caspio.

Pranzo improvvisato nel porto di Alat durante l'attesa del traghetto sul Mar Caspio verso il Kazakistan.
l’attesa si vince con formaggio e patatine

Con il passare delle ore arrivano altri viaggiatori. Due francesi, una coppia di tedeschi, un ragazzo russo e due uzbeki in auto. Nessuno si conosce, ma basta poco perché si crei quella complicità che nasce solo quando si condivide la stessa avventura.

I francesi tirano fuori fornellino e noodles, qualcuno offre il pane, qualcun altro il tè. Per parlare usiamo inglese, gesti e il traduttore del telefono.

Ogni tanto qualcuno indica l’orizzonte. Per qualche secondo tutti interrompiamo quello che stiamo facendo. Pensiamo sia la nave.

Poi qualcuno scuote la testa. Non è lei. E tutto torna immobile.

Quando cala il sole, il terminal assomiglia più a un campeggio improvvisato che a un porto internazionale. Stendiamo materassini e sacchi a pelo direttamente sull’asfalto e ci addormentiamo sotto le stelle.

Viaggiatori accampati nel porto di Alat durante l'attesa del traghetto per attraversare il Mar Caspio verso il Kazakistan.
l’attesa del traghetto ad Alat fa nascere nuove amicizie

Quando il viaggio detta i suoi tempi

Il mattino seguente la situazione è identica.

I camionisti sembrano non farci più caso. Per loro aspettare è normale, fa parte del viaggio. Noi invece facciamo ancora fatica ad accettare l’assenza di orari e programmi.

Approfittiamo di un permesso per uscire dal porto con la scusa di fare rifornimento. Troviamo finalmente un pasto caldo e riusciamo anche a fare una doccia in una vicina area di servizio. Piccole cose che, dopo quasi due giorni accampati, assumono un valore enorme.

Quando torniamo, nulla è cambiato. Nessuna notizia e nessuna nave all’orizzonte.

La seconda notte crolliamo addormentati senza più aspettarci niente. Poi qualcuno ci scuote nel cuore della notte.

«Wake up! The ship is here!»

Apriamo gli occhi di colpo.

Il porto, fino a pochi minuti prima immobile, è improvvisamente in fermento. Camion che accendono i motori, persone che raccolgono in fretta i bagagli e guardie che chiamano i passeggeri.

Dopo tre giorni di attesa, finalmente si parte.

La traversata del Mar Caspio

Superata la dogana di uscita dall’Azerbaijan, saliamo a bordo del traghetto diretto ad Aktau.

L’entusiasmo, però, dura poco. La cabina che ci assegnano è completamente interna: niente oblò e niente aria condizionata. Per circa trenta ore sarà la nostra sauna privata.

I bagni funzionanti sono soltanto due, il cibo è piuttosto scadente  e limitato, considerando il costo della traversata, il rapporto qualità-prezzo lascia parecchio a desiderare. Il tè, invece, non manca mai.

Non riuscendo a riposare per il caldo, ci imbuchiamo sul ponte comandi,  il comandante ci mostra radar, strumenti di navigazione e la rotta seguita attraverso il Mar Caspio con enorme piacere.

Il tempo lo passiamo a chiacchierare con gli altri ragazzi conosciuti durante l’attesa al porto. Boris, uno dei ragazzi uzbeki, ci regala una SIM locale e ci lascia il suo numero di telefono. «Quando arriverete in Uzbekistan, chiamatemi.»

il tempo durante la traversata scorre lento e ci vuole tanta pazienza
la pazienza è la virtù dei forti

L’arrivo ad Aktau

Nel cuore della notte la nave attracca finalmente ad Aktau, in Kazakistan.

Prima di scendere salgono a bordo i militari con i cani per i controlli. Poi inizia una nuova trafila tra passaporti, assicurazione, importazione temporanea della Lambretta e vari uffici dove ottenere timbri e autorizzazioni.

Ogni volta sembra mancare sempre un ultimo documento. Serve ancora un po’ di pazienza.

Quando finalmente la sbarra si alza e rimettiamo in moto la Lambretta, ci lasciamo il porto alle spalle con una certezza.

Il Mar Caspio ci ha già insegnato la prima vera lezione dell’Asia. Qui non sei tu a decidere i tempi del viaggio.

porto di Aktau in Kazakistan durante le procedure di sbarco dalla nave
finalmente sbarcati in Kazakistan

Lasciato il porto di Aktau, davanti a noi si aprono le immense steppe del Kazakistan. Ma questa è un’altra storia.

Informazioni utili per attraversare il Mar Caspio da Alat ad Aktau

    • Non esistono orari fissi. La nave parte quando il carico è completo e le autorizzazioni sono state rilasciate. L’attesa può durare poche ore oppure diversi giorni.
    • Non organizzare il viaggio con tempi stretti. Se hai una scadenza (visto, volo o prenotazioni), considera qualche giorno di margine.
    • Porta acqua e cibo. Nel porto di Alat i servizi sono molto limitati e a bordo la scelta è essenziale.
    • Preparati ad aspettare. Materassino, sacco a pelo e power bank possono fare davvero la differenza durante l’attesa al porto.
    • Il comfort a bordo è minimo. Le cabine sono semplici, il caldo può essere intenso e i servizi non sono all’altezza del costo del biglietto.
    • La dogana in Kazakistan richiede tempo se viaggi con il tuo mezzo. Tra passaporti, assicurazione e importazione temporanea del veicolo possono passare diverse ore.
    • Quanto costa il traghetto sul Mar Caspio? noi abbiamo pagato 80 $ a persona per una cabina doppia e per la lambretta 110 $

      Tramonto sul Mar Caspio fotografato dalla nave cargo durante la traversata tra Alat, in Azerbaijan, e Aktau, in Kazakistan.
      Il sole tramonta sul Mar Caspio mentre navighiamo verso il Kazakistan.
Traghetto sul Mar Caspio: da Alat ad Aktau
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