L’inizio di tutto
Ogni grande viaggio nasce da una decisione. Questo è il racconto di come un sogno custodito per anni diventa il progetto di un giro del mondo in Lambretta.
E se partissimo davvero?
Ci sono sogni che rimangono chiusi in un cassetto per anni. Non perché siano impossibili, ma perché continuiamo a ripeterci che non è il momento giusto.
Anche per il giro del mondo, è stato così. C’è sempre una buona ragione per rimandare: il lavoro, gli impegni, i soldi.
Finché un giorno decidiamo di smettere di cercare scuse e iniziamo a cercare una risposta a una domanda molto più semplice.
Perché no?
Guardo Francesca e le dico:
“Fra, voglio fare il giro del mondo… e voglio farlo in Lambretta.”
Lei sorride e, senza pensarci troppo, risponde:
“No… lo facciamo insieme.”
È in quell’istante che tutto cambia.
Il giro del mondo smette di essere un sogno e diventa il nostro progetto.
Perché proprio una Lambretta?
È la domanda che ci sentiamo rivolgere più spesso.
Ho scelto la Lambretta perché ci obbliga a rallentare. A percorrere strade secondarie, attraversare piccoli paesi e fermarci ogni volta che qualcosa richiama la nostra attenzione.
Sappiamo che sarà proprio quella lentezza a regalarci gli incontri più autentici, quelli che spesso nascono davanti a un caffè, in un’officina o lungo una strada di campagna.
E c’è un’altra cosa che scopriamo ancora prima di partire: una Lambretta d’epoca rompe il ghiaccio ovunque. Basta parcheggiarla perché qualcuno si avvicini a raccontare un ricordo, fare una domanda o semplicemente regalarci un sorriso.
Organizzare un giro del mondo
Da quel giorno ogni momento libero è dedicato ai preparativi.
Studiamo mappe, immaginiamo il percorso e costruiamo un itinerario che ci permetta di attraversare cinque continenti privilegiando luoghi autentici e strade meno battute.
Parallelamente iniziamo a raccogliere tutte le informazioni necessarie per affrontare decine di frontiere.
Scopriamo presto che organizzare un viaggio del genere è quasi un viaggio nel viaggio.
Ogni Paese ha regole diverse, documenti differenti e procedure che cambiano continuamente. Le informazioni sono spesso incomplete o contrastanti e, più cerchiamo risposte, più nascono nuove domande.
Alla fine facciamo quello che ogni viaggiatore indipendente ha sempre fatto: studiare, confrontare esperienze e imparare da chi è già passato prima di noi.
👉Se stai organizzando un viaggio via terra con il tuo mezzo, QUI l’articolo dedicato tutti i documenti, i visti e i permessi che abbiamo preparato prima della partenza.
Il primo cambio di rotta
L’idea iniziale è seguire parte della Via della Seta, attraversare la Cina e proseguire verso Tibet, Nepal e India.
Sulla carta sembra il percorso perfetto. Poi arrivano i primi preventivi.
Per attraversare la Cina con il nostro mezzo servono circa 15.000 dollari, esclusi carburante, vitto e alloggi.
Rileggiamo quella cifra più volte, convinti di aver capito male. Ma non è un errore.
Accantoniamo la Cina e iniziamo a cercare un’alternativa.

I grandi viaggi non seguono quasi mai il percorso immaginato all’inizio.
Benvenuta, VàLentina
In garage ci aspetta una Lambretta che non percorre un chilometro da tredici anni.
Se dovrà accompagnarci dall’altra parte del mondo, non può essere soltanto un mezzo di trasporto. Le serve un nome.
La decisione richiede meno di due minuti. Da oggi sarà VàLentina.
Il viaggio non è ancora cominciato.
O almeno, questo è quello che crediamo.
👉 clicca QUI per arrivare al giorno della partenza

- 👉 Come abbiamo preparato la Lambretta per il viaggio? leggi QUI

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